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International Motor Sports Association
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La mwbgInternational Motor Sports Association (generalmente abbreviata come mwbwIMSA) è una federazione statunitense che disciplina e organizza competizioni e campionati nell'ambito dell'mwcaautomobilismo, ha sede a mwcqDaytona Beach in mwcgFlorida (mwcwStati Uniti). È stata fondata da John Bishop, un ex impiegato del mwdaSCCA (Sports Car Club of America), da sua moglie Peggy nel 1969 con l'aiuto di Bill France responsabile mwdwNASCAR. Il magnate statunitense mweaDon Panoz aveva acquisito la totale proprietà di questa federazione nel mweq2001 ponendola all'interno del mwegPanoz Motor Sports Group, insieme a tutta una serie di altre società operanti nell'ambito del motorismo sportivo. Alla fine del 2012 il mwewPanoz Motor Sports Group (e quindi anche la IMSA) si è fuso con la mwfaGrand American Road Racing Associationcite-ref-1[1], una organizzazione che è posta sotto il controllo della NASCARcite-ref-buyout-2-0[2] allo scopo di dar vita a un campionato nordamericano unificato per le vetture sport, denominato mwhqUnited Sportscar Racing.

Contents

Storia
Note

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Storia

In passato la più importante serie organizzata dall'IMSA è stato il proprio mwjgCampionato GT, lanciato ufficialmente nel mwjw1971 e terminato nel mwka1998, inizialmente era disciplinato da norme mwkqFIA ed era riservato a vetture mwkgGT (Gruppo 3 e 4) e mwkwTurismo (Gruppo 1 e 2), nel mwla1977 furono introdotte anche le vetture mwlqGruppo 5 mwlgsovralimentate denominate mwlwGTX.
Nel mwmq1980 l'IMSA introdusse nel regolamento la categoria mwmgGran Turismo Prototipo (GTP), concepita di concerto con gli mwmworganizzatori della 24 Ore di Le Mans e riservata alle vetture mwnasport prototipo, con regolamento separato da quello mwnqGran Turismo (GT)cite-ref-3[3]. Dalla stagione successiva essa diventa la nuova classe di vertice del campionato, con vetture simili a quelle che sarebbero rientrate l'anno seguente nel mwogGruppo C della FIA, ma senza limitazioni sul consumo di carburantecite-ref-4[4], in quanto Bishop non era d'accordo con il regolamento di quest'ultima, che limitava le prestazioni mediante il controllo dei consumicite-ref-endurance-5-0[5].

Nel 1987, dopo che John Bishop fu sottoposto a un intervento di by-pass cardiaco e acconsentì che le regole venissero modificate per favorire l'ingresso di nuovi Costruttori, a discapito delle squadre private per le quali il campionato era stato originariamente concepito dal suo ideatore, nonostante le sue perplessità sul fatto che tale scelta fosse nociva al campionato in un'ottica a lungo terminecite-ref-prototypes-p14-6-0[6].

Nel gennaio 1989 ai coniugi Bishop subentrarono Mike Cone e Jeff Parker, organizzatori della gara IMSA di St. Petersburgcite-ref-prototypes-p14-6-1[6], e da lì a poco lo stesso John Bishop cedette anche la presidenza dell'IMSA a Mark Raffauf, suo vice e delegato presso l'ACCUS (Automobile Competition Committee for the United States), un ente sportivo riconosciuto dalla FIAcite-ref-endurance-5-1[5]. Cone e Parker a loro volta cedettero l'organizzazione a Charles Slater nei primi anni novantacite-ref-tampa-20dec96-7-0[7]

Ciò condurrà ad un inevitabile declino quando all'inizio degli mwvganni novanta le mwvwcase automobilistiche mwwagiapponesi protagoniste del Campionato, si ritirarono perché afflitte dalla mwwqrecessione economica del proprio paese, la classe GTP venne soppressa al termine della stagione agonistica mwwg1993.
Nel 1994, l'IMSA introdusse un nuovo tipo di vetture per la classe di vertice, le WSC (mwxaWorld Sport Car), mwxqbarchette con motori derivati da unità di serie, la classe rimase attiva fino al 1998 e sostituita poi nel mwxg1999 dal nuovo campionato mwxwAmerican Le Mans Series organizzato sempre dell'IMSA.

L'indebitata IMSA era stata intanto ceduta nel 1996 da Slater a altri acquirenti, tra cui Andy Evans, pilota e team manager del Team Scandia World Sports Car e impegnato anche nell'IndyCar, con molti membri del consiglio d'amministrazione che lasciarono l'organizzazione. Lo stesso Evans fu tra i fautori del cambio di denominazione in mwyqProfessional Sports Car Racing (PSCR)cite-ref-smotherman-8-0[8]

Nel 1998 la PSCR dovette fronteggiare la concorrenza dell'USRRC e dello Sports Car Club of America, che idearono un nuovo campionato alternativo promosso da persone in precedenza legate alla stessa IMSA, come John Bishop, mwbqBill France Jr., Rob Dyson, mwbwRoger Penske, mwcaSkip Barber e Ralph Sanchez, che però non riuscirono nel loro intento, tanto che mwcgDon Panoz e Skip Barber strinsero poi un accordo con la PSCRcite-ref-smotherman-8-1[8]. Un anno dopo ci fu un secondo e più realistico tentativo da parte della famiglia France (proprietari della NASCAR) e da altri soci, che idearono la Grand-Am, la quale, nonostante i difficili esordi, col tempo è cresciuta di importanza facendo leva su un regolamento tecnico basato su vetture più semplici ed economiche da gestire per i team privati, che hanno riempito le griglie di partenza.

Tale scisma, però, ha fatto sì che l'attenzione globale di pubblico, media e finanziatori sulle corse delle vetture sport sia andata scemando, quindi i proprietari delle scuderie e la dirigenza della PSCR forzarono la mano a Evans, che nel 2001 cedette l'organizzazione a mweqDon Panozcite-ref-smotherman-8-2[8] che rafforzò il suo campionato mwfgAmerican Le Mans Series sostenuto dalla PSCR a partire dal 1999. Don Panoz decise di ritornare al vecchio nome di IMSA.

Nel 2012 Don Panoz ha venduto l'ALMS ai rivali della mwgaGrand-Am Road Racing e si è prodigato per la fusione tra la stessa ALMS e la Rolex Sports Car Seriescite-ref-9[9]

Dopo aver gestito dal 1999 al 2013 l'mwhwALMS, una serie che utilizzava le regole emanate dall'mwiaAutomobile Club de l'Ouest e valide per la mwiq24 Ore di Le Mans, a cui tuttavia l'IMSA si riservava il diritto di modificare alcuni parametri apportando dei correttivi al fine di garantire corse più equilibrate, in seguito alla fusione con la "Rolex Sports Car Series" avvenuta alla fine del 2012, la IMSA si occupa dell'organizzazione del campionato unificato mwigUnited Sportscar Racing, di cui la prima stagione agonistica si è svolta nel 2014. Nel 2016 il nome del campionato è cambiato in mwiwIMSA SportsCar Championship

Campionati attuali

Campionato IMSA WeatherTech SportsCar

Dal 2014 il mwjwCampionato IMSA WeatherTech SportsCar è il principale campionato per mwkaPrototipi e GT, nato dalla fusione tra il Grand American Road Racing Championship e l'American Le Mans Series.cite-ref-10[10]

IMSA Michelin Pilot Challenge

Il Michelin Pilot Challenge è una competizione riservata a vetture mwlwGran Turismo e vetture mwmaTurismo. Dal 2014 è la categoria di supporto al WeatherTech SportsCar Championship. Dal 2019 Michelin è fornitore di penumatici e title sponsor, succedendo a Continental.cite-ref-11[11]

IMSA Prototype Challenge

Competizione monomarca riservata a prototipi di classe LMP3 con equipaggi di due piloti per auto.cite-ref-12[12]

Porsche GT3 Cup Challenge USA e Canada

Monomarca dedicato a piloti semi-pro che utilizzano la Porsche 911 GT3 Cup.cite-ref-13[13]

Lamborghini Super Trofeo North America

Monomarca che prevede l'utilizzo della mwqwLamborghini Huracán Super Trofeo.cite-ref-14[14]

Ferrari Challenge North America

Monomarca in cui i clienti Ferrari si sfidano a bordo della mwsgFerrari 488 Challenge.cite-ref-15[15]

Note

cite-note-11. mwvq(mwvgmwvwEN) mwwamwwqWelcome to the Future of Sports Car Racing!, su mwwgadmin.alms.com. mwwwURL consultato il 5 aprile 2013 mwxa(archiviato dall'mwxqurl originale l'8 settembre 2012).
cite-note-buyout-22. mwyqmwygmwywNASCAR Holdings Announces Plan to Acquire GRAND-AM, su mwzagrand-am.com, Grand American Road Racing Association, 4 settembre 2008. mwzqURL consultato il 4 settembre 2008 mwzg(archiviato dall'mwzwurl originale il 7 settembre 2008).
cite-note-33. mw0wmw1amw1qRegolamento tecnico/sportivo IMSA 1980, introduzione e pag.32 (mw1gmw1wPDF) mw2a(archiviato dall'mw2qurl originale il 29 luglio 2013).
cite-note-44. mw3qmw3gmw3wRegolamento tecnico/sportivo IMSA 1981 (mw4amw4qPDF) mw4g(archiviato dall'mw4wurl originale il 4 dicembre 2010).
cite-note-endurance-55. mw6qIan Briggs, mw6wEndurance Racing 1981-1991, 1st, United Kingdom, Osprey Automotive, 1991 mw7a[1991], pp.mw7q 24&21, mw7gISBNmw7w 1-85532-228-5.
cite-note-prototypes-p14-66. mw9gKen Wells, mw9wPrototypes: The History of the IMSA GTP Series, 1st, United States, David Bull Publishing, gennaio 2001, pp.mw-q 13/14, mw-gISBNmw-w 1-893618-01-3.
cite-note-tampa-20dec96-77. mwaqemwaqimwaqmIMSA wheels some of its people to NY, Indy, su mwaqqTampa Bay Business Journal, 20 gennaio 1997.
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cite-note-1313. mwaua(mwauemwauiEN) IMSA Admin, mwaummwauqPorsche GT3 Cup Challenge USA, su mwauuPorsche GT3 Cup USA, 20 febbraio 2016. mwauyURL consultato il 2 febbraio 2019 mwauc(archiviato dall'mwaugurl originale il 2 febbraio 2019).
cite-note-1414. mwauwmwau0mwau4Super Trofeo North America, su mwau8squadracorse.lamborghini.com. mwavaURL consultato il 2 febbraio 2019.
cite-note-1515. mwavq(mwavumwavyEN) mwavcmwavgFAQ, su mwavkFerrari Corse Clienti. mwavoURL consultato il 2 febbraio 2019.

Bibliografia

• Ian Briggs, Endurance Racing 1981-1991, Osprey Automotive, Regno Unito, 1991. ISBN 1-85532-228-5.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su International Motor Sports Association

Collegamenti esterni

• mwawm(EN) www.imsa.com/. Sito ufficiale
• mwawu(EN) www.imsahistory.com. URL consultato il 6 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2009). Sito dedicato alle stagioni IMSA dal 1971 al 1993
• mwawc(EN) www.grandtouringprototype.com. URL consultato il 14 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2010). Sito dedicato alle IMSA GTP
• mwawk(EN) alex62.typepad.com.